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mercoledì 19 gennaio 2011

La Novella Dolce Vita Del Popolo Italiano



La società impone un modello. Poi è vero che ognuno è come è, e che al mondo c'è posto per tutti, tuttavia se non aderisci al modello proposto, sei out. Sei un ciccione, uno sfigato, un vecchio.


Solo fino a qualche anno fa, la moda, l'aspetto fisico, l'immagine generalmente condizionava principalmente alcuni settori, professioni: erano tirati come fotomodelli quegli uomini e quelle donne che, per ragioni strettamente legate al proprio lavoro - ad esempio operatori del settore dell'intrattenimento, oppure dell'abbigliamento, o dell'estetismo - erano tenuti a dare di se un'immagine di dinamicità, eleganza, cura del proprio corpo.


Negli ultimi dieci anni, questo è assurto a vero e proprio fenomeno fino a diventare, in brevissimo tempo, una regola: quale che sia la professione, la fascia sociale, il livello culturale il nuovo linguaggio del corpo è diventato linguaggio comune: si possono vedere un operaio e un avvocato, coetanei, parlare tra di loro, e non notare pressoché alcuna differenza nell'aspetto, pardon, nel look. Questo è bene, per quanto riguarda il senso di uguaglianza.


Tuttavia, questa novella dolce vita che il popolo italiano sta attraversando, molto diversa da quella degli anni cinquanta ma pure molto simile per quanto concerne la superficialità e l'ignoranza nell'affrontare - o più propriamente non affrontare - i temi e i problemi personali e collettivi, se anche apparentemente ha avvicinato le persone livellando i ceti sociali (il già citato avvocato trentenne può avere meno soldi in tasca del suo coetaneo operaio) è pur vero che lo ha fatto percorrendo un versante sì trasversale, apolitico, areligioso, aculturale, il quale, al posto di avvicinare le menti e i cuori delle persone, lo ha fatto con i corpi.

Non esiste una strada sbagliata. Ogni strada ti porterà a una destinazione.


A presto!


Mario Pullini




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martedì 18 gennaio 2011

Al Centro Commerciale




Ieri sono stato al centro commerciale.
C'era varia umanità, come puoi immaginare.

E' stato davvero gratificante vedere i gentili clienti, di mezz'età calvi e panciuti, calzare le scarpe alla moda appena acquistate, stonatissime col loro fisico ormai sfatto, felici e soddisfatti spingere il carrello, redarguendo di tanto in tanto le figliolette Gaia e Jasmine, dodicenni e già troie nell'aspetto e nello sguardo.

Ho capito, ma l'ho capito come ben sai da tanto tempo, che il problema non è dato dal dittatore che la Storia, con frequenza tri-decennale ci somministra, bensì dall'ignorante, presuntuoso ed egocentrico plebeo che è rappresentato dal nostro prossimo cosiddetto.

Non esiste una strada sbagliata. Ogni strada ti porterà a una destinazione.


A presto!


Mario Pullini




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domenica 16 gennaio 2011

C'è Ancora Differenza Culturale Tra Lo Studente Universitario e Lo Spacciatore Con La Licenza Media?

Tentare un’analisi seria di ciò che sta accadendo nella società civile odierna, potrà sembrare folle. D’altra parte, per quanto riluttante o addirittura inutile sia percepito il solo pensiero volto a esaminare quanto, cosa e come sia accaduto quanto è accaduto negli ultimi quindici anni alla comunità delle persone di questo Paese, risulta nonostante tutto attraente o addirittura irrinunciabile.


Si può partire da un luogo comune, o addirittura dal luogo comune principe: i giovani sono tutti ignoranti, non leggono più un libro e ciò che gli basta è ubriacarsi, drogarsi e chattare (nei vari e variegati modi disponibili).  Se questo sia vero oppure no, risulta oltremodo difficile da verificare. Tuttavia, posto che in esso vi sia un fondo di verità (e probabilmente c’è) cerchiamo di capire in quale modo possa essere diventato la realtà.


La cultura, intesa come sapienza piuttosto che tradizione culturale, da sempre, da che se ne ha memoria tramandata, se si vuole tralasciare la Grecia classica dove attività sportiva e filosofia e tragedia erano fortemente legate tra loro, se non in alcuni casi addirittura la medesima cosa, è appannaggio di caste, di ceti; il mondo della cultura, seppure ampio, anzi, ampissimo, con tutto ciò che ad esso ruota attorno: persone, a milioni, libri, scritti, in numero incalcolabile, nei vari tentativi di volgarizzazione (tra gli ultimi la scuola dell’obbligo e l’invenzione del libro economico tascabile) e universalizzazione ha conservato e tramandato attraverso i secoli un’aura di elevatezza e, si può azzardare, snobismo che le nuove generazioni non sono più disposte ad accettare.


Banalizzando, ma facendolo attraverso un esempio oggettivo, si può asserire non vi siano più differenze sostanziali tra i ragazzi: lo studente universitario in regola con gli esami che non beve e non fuma e lo spacciatore con la licenza media possono essere la medesima persona.


Non esiste una strada sbagliata. Ogni strada ti porterà a una destinazione.


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Mario Pullini




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venerdì 31 dicembre 2010

Economia



Le guerre, purtroppo, sono state e continuano ad essere uno dei fondanti del sistema economico capitalistico mondiale: laddove non ve ne siano, se ne debbono creare. L'economia è basata sull'uso delle armi, non solamente per un fatto di produzione e consumo industriale, ma soprattutto perché alla base della stessa c'è un dualismo, il dare/avere.

Questo dualismo deve trovare terreno fertile, per potere protrarsi, nelle coscienze, nelle anime delle persone, e purtroppo si manifesta nel senso di amico/nemico: qualsiasi disciplina, attività in qualsivoglia aspetto della
nostra esistenza (sport, lavoro, religione ecc.ecc.) si fonda su questo senso duale.

Se così non fosse, se fossimo tutti amici, tutti d'accordo su tutto, l'economia non potrebbe esistere, in quanto il baratto ad esempio, primigenia forma di interazione tra esseri umani, non è fonte di economia: l'economia si poggia su uno squilibrio di scambio. In altre parole dice: rendimi di più di quanto ti ho dato.

Con simili premesse non c'è da stupirsi che, in nome di astrazioni come patria, onore, proprietà, gli esseri umani abbiano mandato al macello milioni di altri esseri umani, e continuino a farlo.
Sono stato anch'io in luoghi simili, sono stato a Mauthausen, e poi nelle Risiere di S. Saba, oppure a guardare le foibe.

Sono luoghi silenziosi, indelebilmente intrisi di sangue.
Solo in montagna non mi prende questa sensazione: seppure le testimonianze non manchino, la montagna ha il potere magico di confondere il dolore del passato con la meravigliosità della natura.
Ma credo tu mi capisca.

Non esiste una strada sbagliata. Ogni strada ti porterà a una destinazione.


A presto!


Mario Pullini




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